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Brand Identity

Il colore del logo è l’ultima cosa che decidiamo.

In vent’anni ho imparato che un’identità prima si ragiona e poi si disegna.

Riconoscibilità

Il tuo brand è ciò che gli altri dicono di te quando non sei nella stanza.

— Jeff Bezos

Per questo una brand identity si misura su come ti riconoscono gli altri.

Pennello da imbianchino su fondo azzurro pieno
Il pennello arriva quando sappiamo cosa dipingere.Foto: Robert Ruggiero / Unsplash

—
IL PUNTO

PERCHÉ

Quasi ogni rebranding nasce da una domanda sbagliata.

Ho visto decine di aziende con i numeri fermi chiedere per prima cosa «mi rifai il logo?», e quasi mai è servito: è come ridipingere la vetrina sperando che entrino più clienti.

Logo, colori e font sono la punta che si vede; sotto ci sono chi sei, in cosa credi e a chi parli. Quando questa parte è chiara il logo viene quasi da sé, e quando è confusa nessun restyling la sistema.

Mazzetta di colori e manuale di brand identity per MTT, virati giallo
Colori e manuale di identità: la parte del lavoro che si vede.Archivio immagini KOM · 2025

DI COSA PARLIAMO

Brand identity vuol dire essere riconoscibili, ovunque.

Ha una parte fisica (segno, nome, palette) e una psicologica (valori, personalità, promessa), e il nostro mestiere è tradurre la seconda nella prima senza saltare passaggi.

Da noi, quindi, la brand identity nasce nella fase Analyze del metodo ADAM.

Fibbia rossa di una cintura di sicurezza a tre punti
Una fibbia che quasi tutti allacciamo ogni giorno, senza pensarci.Foto: Erik Mclean / Unsplash

IL POTERE DI UNA VISION

Nel 1959 Volvo inventa la cintura a tre punti e la regala ai concorrenti.

Cede il brevetto gratis perché ha una visione netta: «la sicurezza è più importante del profitto». Sessant’anni dopo, nella testa delle persone, «Volvo» e «sicurezza» sono ancora la stessa parola.

Una vision chiara dice quello che rappresenti, ed è spesso il motivo per cui scelgono te quando il prodotto accanto è quasi identico al tuo.

Mission e vision · in una frase

«Costruisco razzi per andare sulla luna.»

Sono il cuore dell’identità e si confondono spesso: in questa frase la prima metà è la mission, la seconda la vision, e servono tutte e due. Le decidi tu, noi ti aiutiamo a scriverle, e da lì in poi orientano ogni scelta che viene dopo, logo compreso.

Mission Adesso

«Costruisco razzi.»

Mette per iscritto la tua ragion d’essere: cosa fai ogni giorno, e come lo fai.

Vision Futuro

«Per andare sulla luna.»

Descrive ciò che l’azienda sogna di diventare, e prende forma quando al sogno aggiungi un piano e una scadenza.

Tre marchi dell’auto a confronto, uno italiano, uno tedesco e uno americano:

Ferrari — mission & vision

Mission · l’oggi

Vision · il sogno

Pannello tipografico: le sei facce del prisma di Kapferer, dal 1994
Le sei facce del prisma, dalla più interna alla più visibile.Composizione KOM · 2026

COME CI ORIENTIAMO

Per ordinare tutto questo usiamo il prisma di Kapferer.

Risale al 1994 e distingue sei facce dell’identità (personalità, cultura, relazione, riflesso, percezione, fisicità), da leggere dall’interno verso l’esterno fino al logo, che dipende da tutte le altre.

Al prisma abbiamo dedicato una pagina a parte. Qui ti basta sapere che lo abbiamo usato anche con Esaote.

Pannello tipografico: dal 2017, il lavoro di brand identity più profondo fatto da KOM
Un gruppo internazionale che ha scelto di rimettersi in discussione.Composizione KOM · 2026

IL CASO ESAOTE

Esaote, leader mondiale nell’imaging medicale, è venuta da noi per capire se la sua identità le somigliasse ancora.

Con la ricerca tra Genova, Firenze e Maastricht e filiali dagli Stati Uniti alla Cina, il gruppo voleva verificare che il marchio parlasse allo stesso modo in ogni paese. Da qui, nel 2017, è nato il lavoro di brand identity più profondo che abbiamo fatto.

Siamo partiti dai fatti: lo studio dei competitor internazionali, un sondaggio su larga scala tra stakeholder interni ed esterni e l’osservazione del brand dal vivo all’ECR di Vienna, il congresso europeo di radiologia. Poi, con il prisma, abbiamo tradotto innovazione, affidabilità e competenza specialistica in linee guida coerenti per ogni mercato, e solo alla fine siamo arrivati al logo.

Storia collegata

La personalità del brand · il test MBTI

Il carattere di una marca, letto su quattro assi.

Nato in Michigan nel 1944, l’MBTI incrocia quattro assi e ne ricava 16 tipi di personalità. È discusso, quindi lo usiamo solo come spunto per dare al brand un carattere riconoscibile. Tocca i poli per leggerli.

Prova con un marchio che conosci.

Scegline uno e i cursori si spostano sulle sue quattro lettere.

Le descrizioni sotto i cursori cambiano insieme a loro.

01 · Riservato o espansivo

Riservato: si «carica» nel tempo dedicato a sé, lavora di sostanza più che di clamore.

02 · Fatti o intuizioni

Concreto e pragmatico: si fida dei dati sensoriali, dei fatti, di ciò che è verificabile.

03 · Testa o cuore

Logico: decide su fatti e ragionamenti, con criteri oggettivi.

04 · Piano o improvvisazione

Organizzato: pianifica, struttura, ama avere tutto sotto controllo.

—
DOMANDE

FAQ

Le domande che ci fanno prima di toccare un logo.

Mi rifate il logo?

Se serve sì, come ultimo passo. Spesso però, capito chi sei, scopriamo che il logo va benissimo e il problema stava altrove.

Serve anche se sono B2B?

Soprattutto se sei B2B: in un settore di nicchia ti scelgono se dimostri di capire il loro mondo, e la cultura dell’azienda pesa più della palette.

Quanto dura?

L’analisi è rapida; di solito serve più tempo per mettersi d’accordo in azienda su mission e vision, e lì la fretta non aiuta.

E se la mia identità è già forte?

La lasciamo com’è e ti spieghiamo perché: cambiare un’identità che funziona vuol dire buttare via il valore costruito in anni.

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Cominciamo da chi sei,
i colori arriveranno.

L’analisi gratuita parte dai tuoi dati e da come racconti l’azienda. Se l’identità che hai già ti porta clienti, ti consiglio di non toccarla; altrimenti ti dico da dove cominciare.