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Guida

Migrare su Shopify senza perdere SEO: la guida in 5 passi

Il traffico organico si perde nella settimana del cambio, non nei mesi dopo. Questa è la sequenza che seguiamo su ogni migrazione: cosa preparare prima, cosa controllare la notte del passaggio, cosa guardare nei 30 giorni successivi.

Livello

Intermedio

Tempo di lettura

11 minuti

Ti serve

Accesso a hosting, DNS e Search Console

Aggiornata

Luglio 2026

admin-kom

28 Luglio 2026 · 4 min di lettura

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La mappa dei redirect è il documento più importante di tutta la migrazione.

Una migrazione ben fatta perde qualche punto percentuale di organico per due o tre settimane e poi recupera. Una migrazione fatta di corsa perde il 40% e non torna più, perché nessuno ha conservato la mappa di quello che c’era prima. La differenza non è tecnica: è di ordine delle operazioni.

Prima di iniziare

Le tre cose da non fare mai

  • Cambiare struttura URL e piattaforma nello stesso momento senza mappa.
  • Spegnere il vecchio sito prima di aver verificato i redirect in produzione.
  • Migrare in alta stagione: mai a novembre, mai a ridosso di una campagna.

01

Fotografa il sito che stai per spegnere

Tutto quello che non salvi ora, dopo dovrai indovinarlo. Serve un archivio completo dello stato attuale: URL, posizionamenti, traffico per pagina, conversioni per pagina.

  • Crawl completo del sito attuale, esportato in foglio di calcolo (URL, titolo, meta, stato, canonical).
  • Le 200 pagine che portano il 90% dell’organico, con posizione e clic degli ultimi 12 mesi.
  • Backlink in ingresso per URL: sono quelli che pesano di più se un redirect salta.
  • Snapshot delle conversioni per pagina, per poter dire dopo se un calo è reale o stagionale.

Attenzione: esporta anche gli URL con parametri e i filtri di categoria. Sono brutti, ma spesso ricevono link e traffico.

02

Disegna la mappa dei redirect

Una riga per ogni URL del vecchio sito, una destinazione per ognuna. Nessun «lo mandiamo in home»: un redirect verso la home è un 404 travestito, e Google lo tratta come tale.

  • Corrispondenza 1:1 dove esiste la pagina equivalente (301, mai 302).
  • Prodotti fuori catalogo → categoria più vicina, con un blocco «alternative» in pagina.
  • Categorie accorpate → la nuova categoria, non un elenco intermedio.
  • Catene di redirect eliminate: massimo un salto, sempre.

Shopify impone una struttura di URL propria (/products/, /collections/): non combatterla. Metti in conto che ogni URL cambia e usa la mappa come unica fonte di verità.

03

Ricostruisci i contenuti, non solo le schede

Nella maggior parte delle migrazioni che correggiamo, il catalogo è passato e il resto è rimasto indietro: guide, pagine informative, articoli. Sono esattamente le pagine che tenevano su l’organico informazionale.

  • Testi di categoria riscritti, non copiati con il testo del vecchio tema dentro.
  • Dati strutturati prodotto: prezzo, disponibilità, recensioni.
  • Immagini con nome file e alt sensati, non IMG_2231.jpg.
  • Blog e guide migrate con lo stesso slug quando possibile.

04

La notte del passaggio

Il momento tecnico dura poche ore, ma è dove si concentrano gli errori irreversibili. Serve una scaletta stampata e due persone: chi esegue e chi verifica.

  • TTL del DNS abbassato 24 ore prima.
  • Redirect attivi e testati a campione (50 URL) appena il dominio punta al nuovo sito.
  • Robots.txt e noindex di staging rimossi — l’errore più comune e più costoso.
  • Sitemap nuove inviate in Search Console, vecchie lasciate accessibili per qualche settimana.
  • Tracciamento verificato con un acquisto reale, non con la modalità anteprima.

05

I primi 30 giorni

Aspettati un calo: è fisiologico. Quello che conta è la forma della curva. Se dopo tre settimane non ha iniziato a risalire, c’è un problema strutturale, non un assestamento.

  • 404 monitorati ogni giorno nella prima settimana, poi due volte a settimana.
  • Copertura dell’indice: pagine escluse per «pagina alternativa con tag canonical adeguato» sotto controllo.
  • Confronto clic organici settimana su settimana, non giorno su giorno.
  • Velocità reale su mobile misurata sul traffico vero, non in laboratorio.

Materiale scaricabile

La checklist di migrazione in PDF — 62 controlli, divisi per fase

Domande che ci fanno sempre

Quanto traffico organico perderò?

Con mappa dei redirect completa e contenuti ricostruiti: tra il 5 e il 15% per due o tre settimane, poi recupero. Senza mappa, cali del 30-50% che diventano permanenti.

Posso mantenere gli stessi URL?

Solo in parte. Shopify impone i suoi prefissi per prodotti e collezioni; pagine e articoli possono conservare lo slug. Per questo la mappa è obbligatoria, non opzionale.

Meglio migrare tutto in una notte o a blocchi?

In una notte, se il catalogo è sotto le 20.000 SKU. Le migrazioni a blocchi raddoppiano i mesi di doppia manutenzione e i rischi di contenuto duplicato.

Quanto dura una migrazione seria?

Dalle 6 alle 10 settimane per un catalogo medio: due per la fotografia e la mappa, quattro per contenuti e tema, il resto per test e assestamento.

Stai valutando la migrazione?

Guardiamo il tuo sito attuale e ti diciamo cosa rischi davvero di perdere — e quanto vale la pena spostare.

admin-kom

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Scriviamo di quello che vediamo lavorando: audit, piani, campagne e numeri di aziende B2B e B2C. Vent anni di laboratorio, e ancora qualche sorpresa ogni mese.